sat – l’esistenza di un pensiero

Heinz Grill nella meditazione del 1 settembre inizia con una riflessione sulla capacità dell’uomo di creare pensieri, sulla capacità cioè di portare il pensiero all’esistenza, all’essere. Non esiste l’essere se non c’è il pensiero. Ogni pensiero non pensato e quindi non creato è un’occasione mancata, perduta. E’ difficile però pensare bene.

Heinz Grill aiutato dai partecipanti intona un mantra:

Asato Ma Sat Gamaya,

Tamaso Ma Jyotir Gamaya,

Mrityor Ma Amritam Gamaya.

In India i Maestri guidavano le persone dal non pensare cioè dal “non essere” (asat,) al pensare e quindi all’essere, all’esistenza (sat). Cosa è l’essere o il non essere? Nella nostra vita è dominante il “non essere” e abbiamo pochi ideali.

Con questa premessa Heinz Grill pone l’interrogativo: “In che modo si può sviluppare un pensiero?”

Per esempio nella pratica yoga, precedente la meditazione, prima di eseguire la spaccata (hanumanasana), abbiamo sviluppato il pensiero su questa asana; se si fa bene un pensiero, il risultato sarà migliore (in questo caso la spaccata).

Oggigiorno gli uomini sono troppo occupati, agitati, pressati da molte cose, supportati da troppe tecnologie e formule che non permettono di pensare in modo libero e costruttivo. Il pensiero viene subito controllato e schiacciato dal potere. Se si pensa per esempio una valle libera dal traffico arriva subito il sindaco a bloccare e a fermare la proposta. L’uomo che pensa ideali è un costruttore, ma evidentemente si pensa più a un’umanità distruttrice.

Come mai si parla tanto di pace, si fanno dimostrazioni, convegni, conferenze senza ottenere dei risultati? Esiste la pace? Non esiste nella realtà.

Come posso creare allora un’immagine di pace? Come potrebbe essere una cultura pacifica? Dobbiamo sviluppare una consapevolezza per avere una cultura pacifica che deve essere coltivata, sviluppata maggiormente per condurre l’umanità verso un’etica. Non siamo ancora giunti a pensare in modo giusto la pace, per questo non esiste ancora. Tanti finora hanno pensato alla pace, ma poiché non si è giunti a farne una buona rappresentazione, sono emerse solo delle emozioni poco chiare, per cui è dominante un potenziale distruttivo.

Heinz Grill porta l’esempio di un architetto e designer della Germania che aveva avuto l’idea di rinnovare i treni tedeschi, perché era aumentato il vandalismo. La sua proposta innovativa cercava di tener conto dell’estetica oltre che della funzionalità e quindi non propose per esempio legno e ferro per sostituire i tradizionali sedili imbottiti che venivano danneggiati. Ricevette il finanziamento per i primi treni che effettivamente abbassarono di molto il vandalismo. Ma dopo pochi anni il progetto venne abbandonato dalle autorità tedesche e si preferì sostituire i treni nuovi, venduti poi a stati dell’est, con quelli di legno e ferro.

Anche di fronte alle difficoltà di certe asana non ci dobbiamo scoraggiare, abbandonando così l’impegno e l’intento di continuare ; con” l’abbandono” entriamo nel “non essere” e se l’età avanza e non ci permette di eseguirle bene, possiamo pensare e sviluppare ideali e così affrontare il mondo. Un ideale chiede anche le forze per sostenerlo.

Nella meditazione di oggi dovremmo pensare una realtà fino ai dettagli, perché vorremmo creare l’esistenza di un essere, di un oggetto, di un ideale che non esiste ancora, ma che sia adatto e funzionale per il futuro. Creando qualcosa ne riceveremo un grande impulso.

Cosa vogliamo creare oggi? Come possiamo rappresentarci un’idea di pace, un’umanità libera da religioni, chiese, gruppi? Come possiamo immaginarci una forma di credo e una forma invece che stimoli il confronto? Vogliamo conoscere varie possibilità per rendere fattibile un confronto tra diversi ideali. Dobbiamo confrontarci con diverse opinioni e soluzioni prima di affermare o di negare. Il proprio giudizio /opinione è sempre una tentazione.

Nella meditazione di oggi creeremo due immagini per sviluppare la capacità del confronto e la capacità del saper distinguere.

In una immagine pensiamo l’uomo sottoposto a varie pressioni sociali, religiose, pedagogiche, tecniche, un uomo con una mente rigida che non è in grado di pensare autonomamente, che si sente soffocato, schiacciato e quindi con un metabolismo indebolito. Nell’altra immagine pensiamo l’uomo che riceve impulsi per promuovere giustizia e pace; il suo interessamento verso questi ideali svilupperà maggiormente potenzialità che li renderà più realizzabili. Pensiamo dunque a due situazioni che rendono l’uomo prigioniero o libero.

Nella meditazione quindi diamo spazio a un confronto tra queste due immagini per poter cogliere le differenze. Per poter cogliere bene i dettagli e le differenze dobbiamo esercitarci con il pensiero: per esempio quali sono le fasi e i processi per costruire un vaso o una casetta in legno per il nostro giardino?

Dopo la meditazione Heinz Grill chiede ai presenti di esporre la loro esperienza meditativa fatta con queste due immagini. Dai partecipanti è emerso che la prima immagine è apparsa poco luminosa con un colore grigio come il tempo meteorologico del pomeriggio; l’uomo di questa immagine sembrava avesse una respirazione non libera. Cosa si sperimenta dunque se una persona è oppressa? Paura. Il pensare con categorie mentali porta debolezza ai polmoni.

La seconda immagine è risultata più luminosa di un colore verde chiaro, che si innalzava e si ampliava con un movimento frizzante.

Al termine della lezione Grill augura a tutti di proseguire bene con questi pensieri.

Paola e Caterina

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