gennaio febbraio 2015

Meditazioni di Heinz Grill riassunti di Uli Grooten

Pensieri introduttori

Nella meditazione abbiamo tre fasi:

1. l’osservazione della nostra mente, del nostro animo. Osserviamo per un periodo di 1 – 3 minuti il proprio corpo, la respirazione e poi i propri pensieri e sentimenti, perché abbiamo spesso emozioni, preoccupazioni incoscienti. Questa fase è simile alla meditazione vipassana. È una visione d’insieme che apre la differenza tra l’oggetto e noi stessi, di ciò che appartiene a noi e ciò che appartiene all’oggetto.
Se facciamo solo questa prima fase: è già bene, contribuisce a calma e ordine.

2. la concentrazione sull’oggetto. La concentrazione non comincia nel corpo, ma in un pensiero, in un’idea. Dopo la prima fase focalizziamo l’attenzione ad un pensiero e lasciamo tutto indietro che non appartiene al pensiero (il corpo, la psiche). Dobbiamo sempre ritornare al pensiero e perseverare con tale concentrazione. È una disciplina della consapevolezza.

3. la meditazione. La meditazione viene dall’oggetto, non da noi. Non la possiamo “fare”. La concentrazione è una disciplina, la possiamo fare. La meditazione invece è un risultato, avviene automaticamente. Dopo un certo tempo di concentrazione possiamo fare l’esperienza: dall’oggetto irradia qualcosa, comincia come una stella, come un sole. L’etere comincia a liberarsi dalle prese del fisico e comincia ad irradiare, la consapevolezza irradia da se stessa.

Il successo dell’esercizio dipende dalla propria costituzione, dalla nostra condizione attuale e anche dal gruppo in cui meditiamo. La meditazione non è qualcosa che si può imparare in tre serate, ma in tanti anni.

Le meditazioni del 10.1. e del 17.1.2015 in breve

Introduzione:
La meditazione ha bisogno di un contenuto, senza contenuto non possiamo arrivare a nessuna parte.

Il contenuto deve essere concreto. Un contenuto come “il mondo è eterno” non è concreto, perché non è possibile farsi un’idea concreta dell’eternità. E si sa anche che il mondo non è eterno, ma transitorio.

Si tratta di creare nella mente un’immagine di un nesso. Questa immagine va pensata, rappresentata con la forza del pensiero che si può chiamare forza rappresentativa. Questa forza rappresentativa è diversa dalla forza intellettuale.

Il contenuto della meditazione viene creato come un’immagine che porta l’anima ad un sentimento profondo per l’etere della luce. Nella luce vive il segreto del etere.

L’immagine per la meditazione:
Immaginiamo un giorno soleggiato con tempo sereno, limpido, il sole risplende al cielo. Al suolo immaginiamo ombre, un gioco di luce e ombra nelle piante e negli oggetti, che gioca per esempio nelle foglie delle piante.

A un lato abbiamo il giorno soleggiato con la luce chiara, all’altro lato è l’ombra con gli oggetti. La luce apre lo spazio per la crescita delle piante, ma la crescita stessa avviene nell’ombra o là dove è meno luce.

Questa polarità è tipica per l’etere della luce.
La luce apre lo spazio, proviene dal cosmo, tocca la terra, lì crea condizioni con ombre. La crescita assume spazio e avviene nell’ombra.

Meditazione del 24.1.2015

Sul senso della meditazione:

L’essere umano porta questo senso nell’anima. R. Steiner diceva agli agricoltori interessati alla biodinamica: “vogliamo ridare qualcosa alla terra, vogliamo guarire la terra.” Questo vale anche per la meditazione. È un dono. Non vogliamo sfruttare, ma ridare qualcosa al cosmo, alla natura, alla terra, agli altri.

Il risultato soggettivo della meditazione conta poco. Se abbiamo un sentimento di pace, questo è buono, ma non dice ancora che con questo sentimento abbiamo già fatto un dono per la creazione. È meglio se creiamo una bella rappresentazione con l’aspirazione di ridare qualcosa, per creare una sostanza, che diventa una forza e alla fine amore, il quale è un dono.

Non dobbiamo misurare tutto con il nostro sentimento. Per esempio abbiamo spesso il sentimento di un’autostima mancante. Questo e altri sentimenti sono frequenti, vivono nell’atmosfera, provengono da influssi dalla sfera politica, economica e altro. Di calcolare subito il nostro vero valore è quasi impossibile. Ma è sempre possibile di creare un pensiero come contributo. Questo diventa una forza dell’anima e rimane dopo la morte.

Il senso della meditazione è quindi di creare un dono per gli altri, per contribuire al tutto. La concentrazione vuole creare un pensiero quasi fino a diventare realtà, quasi a diventare visibilità.

Introduzione:
Oggi eseguiamo una meditazione sull’etere di luce con un mantra semplice. L’etere della luce agisce da cosmo e arriva sulla terra, agisce sulle persone e sulla natura. È sempre cosmico, non terrestre.

Un mantra è una frase o una parola che descrive una verità. “Om” è un suono primordiale. Consiste di tre lettere:
A: rappresenta l’ampiezza del cosmo, l’ampiezza totale, lo spirito, la libertà.
U: è come un canale che arriva dal cosmo alla terra. È il nesso tra lo spirito e la terra.
M: rappresenta la terra. È un suono molto calmo.

La A non viene pronunciata molto, la A e la U si pronunciano insieme come una O. La M si pronuncia senza forza in modo calmo.

Anche l’etere di luce arriva dal cosmo alla terra. Nel alfabeto sanscrito le lettere sono suddivise in una sequenza dall’alto al basso. Il nostro origine è nel cosmo, nello spirito e giungiamo alla terra con l’incarnazione.

Non fare l’errore di ripetere Om fino alla “illuminazione”, non è possibile. Ma possiamo creare una rappresentazione. La forza creatrice comincia nel cosmo. Questa si organizza nell’uomo con la sua forza creatrice attraverso il suo pensare, sentire e volere e così può infine giungere alla terra.

Prendiamo questa immagine per la meditazione: Ogni attività, ogni pensiero non comincia nella materia, ma nel cosmo. Le forze cosmiche (A) si organizzano (U) fino al risultato nel corpo o nella materia (M). Iniziano sopra e giungono alla terra. Anche l’etere della luce è sopra, si organizza fino a strutturare il corpo fisico.

Meditazione

Dopo la meditazione:
Oggi siamo educati a pensare che il pensare comincia nel cervello. Nella chiesa consiste il dogma: l’inizio dell’essere umano è alla terra. Manca la dottrina della reincarnazione che significa che l’anima vuole aumentare la sua capacità sulla terra.

I nervi non producono i pensieri, invece è così come la luna riflette la luce i nervi riflettono il pensiero. Se pensiamo che il cervello produce il pensiero, escludiamo il pensiero come essenza, escludiamo lo spirito e diventiamo materialistici.

Per l’educazione è importante che il fisico non produce il pensiero. Il pensiero esiste e si organizza mediante l’uomo. L’origine del pensiero è nel cosmo, come l’origine di noi esseri umani. Il corpo fisico è sempre un risultato delle forze spirituali liberi che si organizzano.

Anche per la meditazione è importante di non cominciare nel fisico, ma nel pensiero, nella parte libera, nella parte superiore e di procedere da lì verso la terra. È una regola importante. Il mantra Om vuole mostrare questo.

Il mantra soham dice: io sono lui. Questo significa: quello che è nel cosmo si mostra anche nell’essere umano e nel fisico. Se pensiamo: l’inizio è nel corpo, non possiamo arrivare allo spirito, è impossibile. Lo spirito crea la materia, non viceversa.

Meditazione del 31.1.2015

L’importanza di scegliere un oggetto per la meditazione

Oggi nella meditazione di solito si entra nel proprio mondo interiore per trovare in se stessi certe esperienze. Per la meditazione è però importante di entrare in relazione con un oggetto, cioè con un pensiero, una persona o un altro oggetto.

Se rimango in me stesso, non posso conoscere per esempio una persona. Per conoscerla devo vederla e studiarla. Quando sto imparando una parola in una lingua straniera, devo andare con la mia attenzione alla parola (che è il mio oggetto in questo caso), devo studiarla. La parola di lingua straniera è fuori di noi stessi, devo andare lì, e dopo un certo tempo la parola diventa una parte in noi.

Perché è essenziale andare con l’attenzione all’oggetto? I nostri sentimenti sono legati al corpo fisico. Quando sogniamo solo nei sentimenti, entriamo solo nel vecchio, in ciò che abbiamo già accumulato in noi stessi. Si può dire, si va nel proprio karma. Quando scegliamo un oggetto per la meditazione, entriamo invece in contatto con qualcosa di nuovo, che non conosciamo ancora, che non fa già parte del nostro tesoro di esperienze. Questo nuovo nella meditazione viene edificato e gradualmente può diventare una parte di noi. La nostra forza creatrice va nell’oggetto.

È bene di chiedersi dopo la meditazione: sono rimasto in me stesso nei sogni e sentimenti, o sono andato all’oggetto, vive qualcosa dell’oggetto adesso? Così si può fare un controllo.

Nella prima fase della meditazione (spiegazione qui) guardiamo a noi stessi, al corpo, alla respirazione e ai sentimenti e pensieri. La prima fase non ci porta all’oggetto, serve solo per creare una visione d’insieme e per la calma. Nella seconda fase osserviamo invece un oggetto, creiamo un’immagine nella mente.

Per la meditazione possiamo prendere un’immagine elementare per l’etere di luce:

Immaginiamo il Sole che irradia calore e luce in modo attivo. Irradia per conto proprio, è una sorgente in sé. Immaginiamo anche la Luna che riflette la luce passivamente, è solo una riflessione della luce.

C’è nel cosmo un principio attivo e un principio passivo. Anche l’etere della luce irradiasolenew6blue2 attivamente in proprio, ha il suo centro nel Sole. In ogni parte della luce abbiamo questo etere della luce come forza della luce che irradia come un piccolo Sole, ed è anche una sorgente. Negli esseri umani esistono anche i due principi, quello attivo dell’irradiazione e quello passivo della riflessione.

Creiamo nella meditazione l’immagine del Sole come sorgente di luce e della Luna come riflessione della luce e chiediamoci, che cosa è la differenza?

Meditazione 7.2.2015

Un’espressione dell’etere di luce con il corpo
La differenza dell’attenzione indirizzata sul corpo o immersa nel corpo

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L’espressione immersa nel corpo, senza oggetto, è nebulosa, sognante, chius e, senza luce.

 

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L’espressione della meditazione con un oggetto è chiara e in relazione concretaa con un contenuto.

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa differenza è importantissima. È bene di studiare le due forme diverse prima di meditare. In 95% tuffiamo con la consapevolezza nel corpo, quindi non abbiamo un oggetto, ma tuffiamo nelle emozioni che sono già nel corpo. Così magari si può godere delle belle emozioni, ma non siamo ancora in relazione con il mondo. In India si parla di “egoismo spirituale”, perché è solo per noi stessi, per sfuggire dal mondo ed è senza un senso sociale.

Nella meditazione con un oggetto lasciamo invece in pace il corpo e creiamo una rappresentazione, un’immagine. Usciamo in un certo senso dai sentimenti del corpo e entriamo in relazione consapevole con un oggetto. La meditazione non deve essere un sogno, ma un’attenzione chiara indirizzata ad un oggetto. Anche il corpo può essere un oggetto, per esempio negli esercizi yoga. In questo caso la consapevolezza è indirizzata sul corpo.

 

stehender Halbmond

Lasciamo il corpo in pace. Rappresentiamoci di crescere dalla regione del plesso solare. Le spalle e le braccia sono rilassate e il corpo cresce come da solo dal plesso solare.

Posizione mezza-luna in piedi
Possiamo praticare la posizione mezza-luna in piedi in due modi: sognante e chiaro. Nell’esercizio lasciamo il corpo in pace e così possiamo lasciare fluire gli eteri, l’estensione e la crescita avvengono dalla consapevolezza. Lasciamo il busto, e lasciamo concentrare il movimento nel terzo centro di energia, localizzato all’altezza del plesso solare, dei reni e dello stomaco. Poi spingiamo leggermente da lì verso l’alto. Le spalle sono rilassate, quasi senza peso. In questo modo lavora il corpo eterico.

Possiamo quindi lasciare qualcosa in pace (le braccia, la testa e la spalle) e poi la forza eterica può fluire e sollevare il corpo fisico. Possiamo sentire: esiste un corpo eterico in noi. L’etere di luce ha un’azione strutturante e dissolvente, è leggero come la luce stessa. Una parte è tesa, un’altra è sciolta, nasce un movimento luminoso. Possiamo eseguire una concentrazione sul corpo fisico (espressione chiara della persona) o nel corpo (immergendoci nelle emozioni del corpo. In tal caso l’espressione è nebulosa, sognante, senza respirazione libera)

Immagine per la meditazione: il corpo eterico può sollevare parti del corpo fisico.
Le braccia si alzano, la colonna vertebrale spinge leggermente, il movimento è come luce. Bisogna mantenere il pensiero nell’asana, ricordare, ricreare. La consapevolezza non deve tuffarsi nel corpo, ma indirizzarsi sul corpo come oggetto. L’atteggiamento è simile a quello di un testimone che osserva. Le braccia si sollevano fuori dalla pesantezza.

Meditazione

Dopo la meditazione:
La differenza tra la concentrazione sul o nel corpo è molto grande.
Sul: la consapevolezza è più libera. Possiamo osservare, siamo in relazione.
Nel: la consapevolezza è catturata dalle emozioni, dalle energie del corpo fisico.
Vogliamo raggiungere una consapevolezza creativa.
Questa differenza è idonea come immagine per la riflessione a casa.

 

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