spiritualità soggettiva e oggettiva

La differenza tra una spiritualità oggettiva
e una spiritualità soggettiva

Il cammino spirituale

Da Wikipedia: “Le persone che cercano la spiritualità percorrono un cammino spirituale che comprende la pratica di varie discipline spirituali (tra cui esercizi come la meditazione, la preghiera, il digiuno), il confronto con una persona che si ritiene dotata di profonda esperienza spirituale (chiamata maestro, assistente o precettore spirituale, guru o in altro modo, a seconda del contesto culturale), l’accostamento personale a testi sacri, ecc. Nel caso il cammino spirituale coincida, in tutto o in parte, con un percorso iniziatico, vi possono essere delle vere e proprie prove da superare.”

Esistono tantissime offerte e sentieri sul “mercato spirituale”. Come si può discernere tra i vari modi?

Differenza tra autentico e soggettivo

Come si discerne tra vero e falso? Bisogna rendersi conto che nella spiritualità sono leggi come nel mondo fisico e bisogna impegnarsi a conoscerle. Se non ci si impegna a conoscerle, tutti gli sforzi sono fasulli e inutili. Tramite il criterio sano, tramite l’osservazione, lo studio e la riflessione su una cosa si può discernere.

Rudolf Steiner nell’Iniziazione (3a prefazione): Per investigare i fatti, occorre avere la capacità di penetrare nei mondi soprasensibili; ma se dopo essere stati investigati, questi fatti vengono comunicati agli altri, ognuno può procurarsi una soddisfacente convinzione della loro verità, anche senza percepirli egli stesso.

Gran parte di essi possono essere senz’altro dimostrati, purché si giudichino veramente con imparzialità e con sano criterio. Occorre però non lasciarsi disturbare dagli innumerevoli preconcetti che hanno tanta parte nella vita umana.

Potrà succedere facilmente, per esempio, che taluno trovi che questa o quella notizia non si accordi con certi risultati scientifici dell’epoca presente; in realtà, non vi è nessun risultato, scientifico in contraddizione con l’investigazione spirituale. Si può nondimeno credere facilmente che questo o quel giudizio scientifico non si accordi con le comunicazioni che concernono i mondi superiori, se non si sanno esaminare i risultati scientifici imparzialmente e in tutti i loro vari aspetti. Ci si accorgerà, anzi, che quanto più si confronta spregiudicatamente la scienza dello spirito con le conquiste positive della scienza, tanto più se ne può constatare il completo accordo.

Un’altra parte delle comunicazioni scientifico-spirituali sfugge indubbiamente in misura maggiore o minore al semplice giudizio dell’intelletto; ma anche questa si riuscirà facilmente a intendere, purché ci si convinca che non il solo intelletto, ma anche il sano sentimento può essere buon giudice della verità; e il giudizio del sentimento è giusto, quando quest’ultimo non si lascia fuorviare dalla simpatia e dall’antipatia per questa o quella opinione, ma si apre con vera imparzialità all’azione delle conoscenze dei mondi soprasensibili. Vi sono anche altri mezzi di verificare queste conoscenze, adatti per quelle persone, le quali non possono né vogliono percorrere la via che conduce ai mondi soprasensibili. Tali persone possono tuttavia sentire quale valore queste conoscenze abbiano per la vita, anche quando le ricevono dalle comunicazioni di un occultista.

Con uno sguardo spregiudicato, imparziale e preciso, mediante il formarsi di un’idea chiara su una cosa, mediante le sensazioni intime e mediante l’osservazione degli effetti che hanno le spiegazioni nella vita e sulle persone, l’essere umano può arrivare a un giudizio sano. È il procedere della scienza. Infatti la disciplina del ricercatore spirituale a indagare le leggi superiori si chiama scienza dello spirito.

Soggettività e oggettività

Siamo soggettivi, quando abbiamo soltanto una percezione della nostra vita interiore propria, senza percezione del mondo esterno o dell’oggetto. Percepiamo soltanto le nostre proprie emozioni e le idee ad esse legate. In questa condizione conta per noi solo la emozione o l’esperienza che abbiamo in noi e le proiettiamo sulle cose e sulle persone. Non le vediamo quindi, ma vediamo soltanto l’immagine soggettivo che proietteiamo su loro.

Siamo “oggettivi” quando ci impegniamo con precisione di giungere a una veduta che rende giustizia all’oggetto e che lo vuole conoscere nella sua qualità e caratteristica propria, senza proiettare emozioni di noi stessi sull’oggetto. Ci si impegna in modo intenso di una percezione della realtà e dell’oggetto.

Come in ogni altro ambito della vita anche nella spiritualità è importantissimo che l’essere umano sappia cosa fa. Deve e vuole assumere la responsabilità sulle proprie azioni sia nella formazione spirituale sia nella vita normale. Quindi deve compiere tutte le azioni con coscienza concreta e sobria. Bisogna sapere che cosa si fa e quale conseguenze ha. Perché lo spirito non è visibile, è essenziale e vitale che si rimane collegato con la realtà.

Rudol Steiner nel suo libro “L’iniziazione. Come si conseguono conoscenze dei mondi superiori”): Durante tutti questi esercizi l’uomo non deve mai perdere il pieno e cosciente dominio di sé stesso. Egli deve continuare anche allora a pensare con la medesima sicurezza con la quale pensa sulle cose e i processi della vita quotidiana; sarebbe male ch’egli si abbandonasse a fantasticherie. L’intelletto deve rimanere continuamente chiaro, spassionato, e sarebbe massimo errore, se per mezzo di questi esercizi l’uomo venisse a perdere il suo equilibrio, e non fosse più capace di giudicare delle vicende della vita quotidiana con la consueta serenità e chiarezza.

Il discepolo dell’occultismo deve perciò sempre di nuovo esaminarsi coscienziosamente, per verificare se non ha perso il suo equilibrio, e se è rimasto il medesimo in mezzo alle circostanze in cui si trova. Egli deve conservarsi la facoltà di poggiare saldamente in sé stesso, e di pensar chiaro su tutto. Ad ogni modo, è necessario stare bene attenti a non abbandonarsi a qualsiasi fantasticheria e a non seguire ogni specie di esercizi.

Esperienze soggettive

Oggi si pensa che bisogna trovare lo spirito nell’interiore. Così si rimane nel soggettivo e non si vede i fenomeni della vita e le persone. Bisogna però rivolgersi all’esterno, sia ai risultati della scienza spirituale che al mondo e formare il pensare, il sentire e il volere nell’incontro con i fenomeni.

Di frequente vengono propagate meditazioni che non entrano in contatto con l’esterno, ma rimangono nella propria sfera personale e soggettiva. Oppure vengono proposte esercizi di osservazione di un fenomeno della natura o della spiritualità e ci si beano in emozioni che provengono da una emozionalità accumulata nella propria interiorità. Oggi ci sono per esempio spesso offerte che si vantano di essere in contatto con gli angeli. Nella maggior parte però non sanno descrivere un angelo o cosa fa nell’uomo. Se però non posso descrivere una cosa, significa, che non la conosco. Allora sono veramente angeli? Altri esseri? È un’illusione, mera emozionalità? Se mi beo soltanto nelle emozioni senza mai osservare una cosa, sono in grave pericolo di perdermi nelle illusioni.

Un esempio per il soggettivismo:

Un uomo si introduce in una scuola spirituale e dice che la vuole sostenere. Ha una forte emozionalità e pensa che questa sia la vera spiritualità. Dopo un certo tempo questa sua convinzione crea un problema, perché nella scienza spirituale si pensa invece che il sentimento deriva da un contenuto vero. Questo uomo però ha un concetto unilaterale e soggettivo di “amore”. Pensa che i rapporti tra le persone devono essere pregno di “amore”, con tante emozioni e abbracci. Questo suo concetto è soggettivo, perché non vede né l’altro nella sua personalità né le sue esigenze, nonché la spiritualità. Nella spiritualità è fondamentale la percezione della realtà, perché senza si pesca nel torbido e non si sa, cosa si fa.

Ora l’uomo si sente mal compreso dalle altre persone, perché loro non la pensano come lui. Per loro è strano il suo modo di comportarsi. Lui, invece di riflettere sulla sua attitudine, comincia ad avere rimproveri e aggressioni contro di loro e non ascolta a quello che gli dicono. Dice invece che sono imbecilli e ne parla in giro. Invece di riflettere sulla critica che esprimono gli altri, va in giro a parlare male di loro.

Questo uomo crea la parvenza di simpatia con le persone. E così lui piace a loro e non si accorgono che mentisce. Dunque hanno tanta simpatia per lui e pensano che quegli altri sono imbecilli e ingiusti. Ma se sapessero come le cose stanno veramente, non lo pensassero affatto così. Il suo comportamento emozionale e aggressivo ha anche l’effetto su altri che vengono come catturati nei loro traumi psichici. Sentono più forti i loro traumi e meno le prospettive che avevano nella vita.

Un esempio per un’esperienza profonda

Goethe, che oltre ad essere un grande poeta era un grande pensatore e ricercatore della natura, ha sentito in modo particolarmente profondo. Ha esaminato per esempio il granito, come antichissima forma pietrosa della nostra Terra, materiale roccioso su cui, alla guisa di una ossatura terreste, si basa tutto il resto. Nel suo approccio scientifico usa non solo con la ragione bensì anche il sano sentimento.

Egli si esprime sul granito: «…Con questa disposizione mi accosto a voi, i più antichi e degni monumenti della Terra. Sedendo su un’alta e nuda vetta, e sovrastando con lo sguardo un largo tratto, posso dire a me medesimo: qui poggi direttamente su un terreno che raggiunge i più profondi recessi della Terra; non vi è alcun altro strato, né altre rovine accumulate, confluite, che si siano interposte fra te e il saldo suolo del mondo primigenio; non ti muovi come in quelle belle e fruttuose valli su una tomba continua; queste vette non hanno creato nulla di vivente né inghiottito nulla di vivente: sono di fronte ad ogni vita ed al di sopra di tutta la vita. In questo momento in cui le forze intime, attraenti e dinamiche della Terra agiscono in un certo modo su di me, quando le influenze del cielo si librano attorno sempre più vicine, vengo posto in accordo con le più alte considerazioni sulla natura; come lo spirito umano tutto anima, così si erge in me un segreto la cui sublimità non posso replicare. Così solitario dico a me medesimo, guardando questa nuda vetta, e poco lontano dai miei piedi scorgendo del muschio di poco cresciuto: diventi coraggioso l’uomo che vuole aprire la sua anima ai più antichi, primi e profondi sentimenti della verità».

Questa è la disposizione d’animo che colse Goethe quando considerò tale roccia, che indica, tramite la sua natura, che non poteva avere nulla di vivente in sé, né poteva inglobare, come gli strati sovrastanti, qualcosa di vivente. La roccia calcarea è del tutto diversa. È il prodotto di animali crostacei che in tempi remoti hanno vissuto nel mare e si sono sedimentati. In paraclasi geologiche sono venuto alla superficie della terra e formano le montagne calcaree.

Una spiritualità oggettiva

Forse di primo acchito una spiritualità concreta non è così facile che un metodo in cui vengono agitate tante emozioni. Bisogna studiare i nessi e farsi rappresentazioni chiare. In ultima analisi è anche chiaro che i mondi spirituali o creatori non sono da comprender e realizzare in una passegiata. Bisogna osservare precisamente gli effetti del rispettivo metodo. Nel vangelo viene detto (Matteo, cap. 7, 15): “Dai loro frutti li riconoscerete”. Per la vita sociale, spirituale o il bene comune non ha alcun valore se qualcuno si bea di emozioni o si sottopone a esercizi ascetici unilaterali. A lungo andare può condurre soltanto in un vicolo cieco e creare risultati poco convincenti.

Nella scienza spirituale vengono investigati i fatti dai ricercatori spirituali. Questi risultati vengono pensati, verificati perché in un primo momento sono nuovi, astratti. Dopo un certo tempo di riflessione, e meditazione, vengono create idee, rappresentazioni e sentimenti su questi, i loro nessi e i loro significati. Infine diventano uno stimolo volitivo a realizzarli nella vita sociale o professionale. Un risultato della scienza spirituale arricchisce quindi l’individuo e la cultura.

Il procedimento è simile a quello della scienza: vengono elaborati nuove idee e concetti dai ricercatori, vengono esaminati, studiati e applicati.

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