Il maestro spirituale

Il ricercatore o il maestro spirituale

Rudolf Steiner scrive nel suo libro “L’Iniziazione, come si conseguono conoscenze dei mondi superiori?” (3a prefazione): Per investigare i fatti, occorre avere la capacità di penetrare nei mondi soprasensibili; dopo di essere stati investigati, questi fatti vengono comunicati agli altri.

Il ricercatore spirituale investiga i nessi spirituali e li comunica. Comunica inoltre un metodo, un cosiddetto “cammino spirituale”, per sviluppare le forze dell’anima, che sono il pensare, sentire e volere, in modo che ogni persona possa ottenere tali conoscenze.

Una formazione spirituale si basa sui risultati e le comunicazioni di un maestro spirituale. Comunemente una persona che aspira alla conoscenza spirituale o al perfezionamento del carattere cerca un insegnante spirituale. La relazione che forma con lui ha un significato molto importante che oggi non si è facilmente incline ad accettare. Osservando il nesso da vicino, ci si accorge che ogni conoscenza dello spirito è pervenuto a noi mediante maestri. Il cristianesimo è nato attraverso il Cristo, le sapienze dello yoga tramite i diversi maestri, l’antroposofia mediante Rudolf Steiner, la scuola dei rosacroce mediante Christian Rosenkreuz, l’islam mediante Mohamed e così via. Senza questi insegnanti non avessimo avuto nessuna nozione di qualcosa di spirituale. Non sapessimo neanche le vie per ottenere conoscenze spirituali, perché anche questi ci sono stati comunicati dai diversi maestri, a seconda il loro tempo per il quale hanno formulato le loro vedute.

Un maestro spirituale ha educato le sue forze dell’anima (il suo pensare, sentire e volere) mediante la concentrazione su un alto livello, in modo da poter penetrare nel mondo soprasensibile. Il suo pensare è diverso dal normale pensare intellettuale. Per l’intelletto e la ragione comune i mondi superiori non sono accessibili, perché sono adatti soltanto per i fenomeni visibili, terrestri. Nei mondi soprasensibili, che sono invisibili, vigono altre leggi e le forze dell’anima devono venir educate a poter individuarle. A tal fine le forze dell’anima si devono trasformare a diventare immaginazione, inspirazione e intuizione.

Heinz Grill esprime la differenza nella qualità del pensare in modo seguente: “Un maestro può solo comunicare sapienze, se ha acquistato nessi e comprensioni con i suoi propri pensieri fin dentro l’anima e perfino fin dentro la profondità della volontà. La sapienza che il maestro può esprimere con questo modo di insegnare da questa profondità nascosta della volontà, irradia sulla sua intera personalità e la parola pronunciata, il gesto o l’esercizio dimostrato possiede una forza molto fine ma pure grande. L’incontro, che il maestro apre, è sempre in una luce di ampiezza empatica e dignità libera. In modo molto diverso appare un maestro che comunica solo un sapere intellettuale, che non ha ancora elaborato fin dentro nella profondità dell’anima e fin dentro la sua intera struttura personale, cioè la sua volontà nascosta.” (“La relazione tra maestro e allievo”, non tradotto in italiano)

Investigando le comunicazioni di un maestro spirituale, uno studente fa qualitativamente lo stesso processo che ha compiuto il maestro per arrivare a queste nozioni, soltanto in un ordine inverso. Lo studente prende i pensieri che il maestro ha estrapolato dal mondo superiore e li studia, li riflette, li medita e così li impara a conoscere. Al fine di imparare a conoscere i pensieri egli deve compiere una concentrazione e con essa allena il suo pensare, sentire e volere a diventare capace di comprendere e infine di mettere in pratica i contenuti.

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