La legge dell’etere nella concentrazione

Il 18 novembre 2017 Heinz Grill ha iniziato la meditazione con delle considerazioni sulle asana eseguite nel pomeriggio durante l’incontro con il gruppo yoga. Il gruppo aveva scelto un tema importante: “Come applicare la legge dell’etere ai movimenti delle varie asana”.

Heinz precisa che per una pratica secondo questa legge bisogna seguire diverse fasi. Se si osserva bene, si nota che ogni movimento non è lineare ma interrotto. Per esempio quando si cammina c’è uno scambio tra rilassamento e movimento del passo e questo è importante per il cuore, in cui troviamo tre fasi: sistole – diastole (contrazione e rilassamento) e il cosiddetto punto della morte o punto zero dato dalle camere del cuore (atrio e ventricolo) piene di sangue prima della contrazione . Questa fase statica dura un 1/12 di secondo; poi un rilassamento (diastole) seguito dalla sistole. Anche nella respirazione come nella vita ci sono tre fasi. Nella meditazione come nello yoga ci devono essere: consapevolezza, rilassamento, attività/movimento.

Che caratteristica o qualità ha il rilassamento? Quella di ricevere. C’è una calma seguita da una tensione per favorire il movimento naturale dell’etere . Per la concentrazione è importante lo scambio tra la consapevolezza e rilassamento. Cosa dobbiamo lasciare, abbandonare per la meditazione, rispettivamente concentrazione? É stato risposto: “il corpo”, ma per essere più preciso si tratta di tutto quello che fa parte delle emozioni e sentimenti soggettivi, perché bisogna relazionarci all’oggetto della concentrazione in modo nitido e chiaro senza ombre. Certo è un compito impegnativo che richiede costanza ed impegno .

Heinz propone di osservare un cristallo che mostra a tutti Bergkristalli partecipanti e poi di chiudere gli occhi e ricostruire il cristallo con la memoria. Raccomanda di lasciar perdere le personali considerazioni di bellezza o di piacere e tutte le emozioni che il cristallo suscita. Con un pensiero libero da sentimenti/emozioni e volontà e quindi con una visione chiara della forma, del colore e dell’espressione generale, ha esortato i presenti a creare una relazione con l‘oggetto (cristallo) senza aspettarci subito un risultato istantaneo. Nella concentrazione abbiamo così creato un processo di separazione e creazione; separare le nostre emozioni /sentimenti che appartengono alla sfera soggettiva e creare una relazione con l’oggetto. Per la concentrazione che va allenata è importante tenere presente questo processo base.

Heinz Grill continua dicendo che nell’asana della posizione in avanti eseguita nel pomeriggio si è mantenuta la postura per un determinato tempo, mentre veniva respinta la volontà. Perché prima di lavorare ci siamo soffermati sulla consapevolezza?- domanda Heinz. Per ottenere il risultato secondo la rappresentazione, che è stata pensata prima. Perché si pratica un’interruzione nel movimento?- domanda ancora . Per portare l’attenzione all’oggetto, in questo caso all’immagine dell’asana. Nella concentrazione si crea una relazione con l’oggetto, mentre tutto il resto come abbiamo detto prima, deve retrocedere. In questo modo nasce una percezione consapevole con un sentimento animico. Come funziona la relazione con l’oggetto? Ognuno deve fare come un passo all’indietro e poi avvicinarsi. Nella concentrazione si lavora su un livello mentale pertanto tutto il resto deve retrocedere con un impegno volitivo; per ritirare la volontà c’è bisogno della volontà, sembra un paradosso, ma è così. La volontà che comunque rimane attiva, non deve afferrare l’oggetto della concentrazione ma deve in un certo senso ritirarsi. Se la volontà retrocede allora l’oggetto riceverà in modo luminoso la nostra attenzione.

In questa serata non abbiamo praticato la meditazione, ma la concentrazione. Heinz ha indicato di osservare bene il cristallo, chiudere gli occhi, ricostruire con la memoria l’oggetto e poi di controllare visivamente di nuovo l’oggetto. La ricostruzione che facciamo con l’aiuto della memoria e dell’attenzione è molto importante. Non è necessario prendere in considerazione per la concentrazione molti contenuti; è sufficiente prenderne uno, come è stato fatto oggi nella lezione di yoga. Tutto questo sembra difficile, ma se noi cominciamo a elaborare questi contenuti e metterli in pratica allora cominceremo anche a capire e a ottenere i primi risultati.

Paola e Caterina

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