Che cos’è il centro dell’uomo?

La meditazione il 26 gennaio 2019 si svolgeva nella località piccola presso il lago di Cavedine con più di 50 partecipanti. Heinz Grill poneva la domanda “Che cosa è il centro dell’uomo?”

Si può pensare al metabolismo o al cervello dal punto di vista fisico. O si potrebbe rispondere con una parola: amore. Ma non è così specifico e ci sono tanti modi a comprendere questo concetto.

Si potrebbe dire che il centro è il cuore o l’anima o il sentimento. Ma non è ancora abbastanza, dice Heinz. Già questa domanda può creare un senso per un valore durevole, poiché questo centro dovrebbe rimanere anche dopo la morte.

Nei tempi odierni abbiamo perso la nostra meta, il centro o il senso della vita. Spesso si dice cosi. È vero, non è vero? Si potrebbe anche dire che non abbiamo mai avuto questo centro. C’era un esempio per una situazione in cui una persona si sentiva senza un centro e con una analisi più approfondita era possibile notare che questa persona non poteva relazionarsi nella vita.

Questo centro dovrebbe rimanere dopo la morte e non dovrebbe essere una cosa illusoria. In questo senso anche gli ideali possono essere un centro per noi. E si potrebbe chiedersi che la solo idea possa costituire un centro. O se rimane soltanto una teoria.

Se abbiamo l’idea per la pace nel mondo. Però questa idea deve essere sviluppata e messa in pratica. Così potrebbe diventare un centro. “Il cuore riceve le idee che sono in relazione con il mondo.” E per sviluppare l’anima dobbiamo mettere in pratica le nostre idee. Dopo la morte rimane ciò che abbiamo messo in pratica, il risultato delle nostre idee. Vogliamo servire un po’ come una base per la pace nel mondo.

Il centro dell’uomo non sono i titoli che ha conseguito, ma il risultato delle attività che ha svolto, le sue idee e il processo sociale, quindi il modo in cui è stato svolto. Il nostro vero centro è lo sviluppo, non quello che sapiamo già fare, ma quello che impariamo. Nel cuore vivono tutte le nostre capacità e dobbiamo svilupparle.

Che cosa succede con le emozioni e sentimenti? Quando fa bel tempo abbiamo un bel sentimento. E questo sentimento rimane dopo la morte? Se si sviluppa un sentimento per le diverse qualità della luce in queste belle giornate, allora questo sentimento rimane. Il sentimento di godere qualcosa non rimane dopo la morte, è molto terrestre, ma se abbiamo uno sviluppo sopra questo godere di creare una relazione con le cose, questo rimane dopo la morte.

L’attività dell’anima con l’edificazione della volontà è quasi impercettibile, quindi non sentiamo i valori durevoli. Piuttosto sentiamo questo godimento o ciò che consumiamo, ma questo godimento non è un valore che rimane, invece rimane ciò che portiamo come sacrificio.

Ad es. prepariamo un pane partendo da una idea, poi mescoliamo i cereali e realizziamo questa idea. Alla fine abbiamo anche un prodotto che nutre. Oppure nell’agricoltura esiste tanto sacrificio ma noi questo sacrificio non conosciamo, conosciamo solo il godimento del cibo.

Per la meditazione vogliamo edificare che cosa è il centro dell’uomo e creare un senso per la vita dopo la morte. Prendiamo il cuore come oggetto per la meditazione e un’immagine per il cuore. “Esiste il pensiero e l’idea. L’idea è all’inizio e diventa pratica e se viene sviluppata rimane nel cuore.”

Dopo la meditazione questa immagine dovrebbe essere come una realtà. I pensieri e sentimenti che ci assalgono sono terresti, non contano. È una lotta, ma alla fine rimane il risultato che abbiamo creato tramite la nostra attività.

Che cos’è il centro. Questo centro dobbiamo sviluppare con tutta la nostra attività.

Nella chiesa ad es. tutti i peccati venivano dissolti con i soldi e non con il sacrificio. L’idea e la sua messa in pratica crea un centro nell’essere umano. E la salvezza e la redenzione non si può comprare. Questo era un grande abuso nella chiesa. Il centro si crea tramite l’attività.

Caterina e Viviane

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