Che cosa ci sarebbe prima, l’albero o le mele?

Molti erano i partecipanti alla meditazione tenutasi il sabato 22 settembre a Lundo.

Heinz Grill spiega ai partecipanti del importanza di creare una base e un’organizzazione invece di creare una condizione vuota nella consapevolezza. All’inizio sarebbe anche importante l’esistenza di un breve momento di vuoto, ma subito dopo sarebbe necessario afferrare un contenuto concreto.

La meditazione è collegata con tutta la nostra vita, pertanto ci deve essere una logica e una connessione con la vita reale. Essa tendenzialmente condurrebbe a una sorta di passività, è difficile trovare il collegamento con la vita, per questo la necessità che ci sia un pensiero concreto e logico.

Quando rimaniamo in una consapevolezza vuota e silenziosa come spesso accade nei differenti tipi di meditazione, siamo piuttosto in un rilassamento.

Heinz Grill afferma che nella nostra società non esistono più i contenuti, prevalgono i condizionamenti, la soggettività e la ricerca di silenzio che ci porta in uno stato passivo ed illusorio.

L’essere umano ha la capacità di pensare, di creare contenuti e di rivolgere la propria attenzione sveglia e chiara anche a lungo in questi contenuti. Un atteggiamento chiaro e dinamico, dirigendo la consapevolezza su un oggetto fuori sé stesso, rafforza la nostra salute.

Heinz chiede ai partecipanti: Che cosa significa spazio interiore ed esteriore? Che cos’è oggettività e soggettività?

Una risposta: Un albero di mele…

Heinz: Sì, questo sarebbe un esempio chiaro e concreto, cui si potrebbe riflettere a lungo. Che cosa ci sarebbe prima, l’albero o le mele?

Un’altra risposta: Le mele non mi piacciono….

Heinz dice: Questo sarebbe soggettivo, parte da me stesso e non dall’oggetto, nel caso le mele.

Con una risposta come: Forse quella qualità di mele non mi piacciono… si tratta piuttosto di una antipatia.

Per la meditazione è estremamente importante imparare a distinguere oggettività da soggettività. Un contenuto deve avere una logica. Si potrebbe scegliere una frase metafisica, un’asana (posizione di Yoga) per esempio. L’essere umano al giorno d’oggi pensa in modo soggettivo. Heinz menziona la donazione degli organi. Si vorrebbe anche tramite una legge imporre alle persone di donare i propri organi dopo il decesso. Noi conosciamo veramente gli effetti di tali azioni? Non sarebbe l’uomo stesso a decidere senza un’imposizione sulle proprie scelte sulla base di ricerche e riflessioni? Il tema delle vaccinazioni sarebbe un’ altro esempio.

Questi condizionamenti generano in noi grandi sensi di colpa! Nell’antichità la donazione degli organi non sarebbe stata possibile, poiché l’essere umano teneva ancora conto della vita dopo la morte, sul fato che l’anima rimaneva ancora collegata per alcuni giorni con il corpo fisico, si dovrebbe conoscere questi argomenti.

Sarebbe importante conoscere gli effetti, il significato e il senso di tutte le nostre azioni. Abbiamo perso dei valori, e l’esigenza principale è allungare la vita, tempi addietro la morte veniva affrontata di modo più naturale, oggi conta di più la vita materiale.

Quando studiamo questi concetti comprendiamo che dopo la morte l’anima e lo spirito continuano il loro percorso di sviluppo.

Nella meditazione la consapevolezza cerca una relazione oggettiva che promuova il suo ampliamento. Più facciamo nuove esperienze, usciamo oggettivamente da noi stessi, abbiamo la possibilità di progredire. Nella meditazione spesso cerchiamo un confort o un mondo tutto bello, ma sarebbe più corretto imparare a creare contenuti e tenere sveglia la consapevolezza in una dinamica psichica che si espande facendo crescere l’Io, con una piccola fase tranquilla e la fase attiva sempre al centro.

Heinz prende un’altra volta l’esempio dell’albero con le mele:

Il seme nasce prima dell’albero.

All’inizio c’è lo spirito, l’idea è all’inizio, crea il seme, l’albero e le mele.

Per Platone questo principio era naturale e indiscutibile. Prima un’idea, un pensiero spirituale.

L’inizio era il Verbo, il Logos ( Vangelo di Giovanni )

Attualmente poniamo al centro la materia e il principio spirituale non esiste più, non viene valorizzato. Heinz dice che sarebbe necessario rafforzare L’Idea, l’invisibile che crea il movimento, che fa nascere il seme, e cresce l’albero di mele. L’idea sta all’inizio, segue il movimento e alla fine si manifesta qualcosa. Idea, movimento, seme e l’albero di mele.

Ora per la meditazione teniamo continuamente questa rappresentazione.

Heinz conclude dicendo che le suggestioni oggi sono cosi forti che non si riesce a capire che un mondo concreto sia necessario per la vita umana.

L’Idea, il movimento che crea calore e dal seme sorge l’albero, e alla fine questo crea libertà. È nell’idea che l’uomo è un essere libero.

Sarebbe un’arte mantenere lo spirito anche nel mondo fisico e non rimanere soltanto nella materia.

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